Negli ultimi anni la mastectomia bilaterale è diventata una scelta sempre più discussa tra le donne con diagnosi di tumore al seno monolaterale.
La decisione nasce spesso dal desiderio di eliminare ogni rischio futuro, ma è fondamentale chiarire cosa dice davvero la scienza oncologica.
Ridurre il rischio non significa sempre vivere più a lungo
Dal punto di vista clinico, la mastectomia bilaterale riduce in modo significativo il rischio di sviluppare un tumore al seno controlaterale. Tuttavia, numerosi studi dimostrano che questa riduzione del rischio non comporta automaticamente un aumento della sopravvivenza globale.
La prognosi dipende principalmente da:
- biologia del tumore,
- stadio alla diagnosi,
- risposta alle terapie sistemiche.
Non è la presenza della seconda mammella a determinare la sopravvivenza, ma quanto il tumore iniziale è aggressivo.
Quando la mastectomia bilaterale è indicata
Mutazioni genetiche e rischio elevato
La mastectomia bilaterale è indicata soprattutto in caso di:
- mutazioni genetiche BRCA1 o BRCA2,
- forte familiarità per tumore mammario,
- rischio oncologico documentato.
Aspetti psicologici e qualità di vita
In alcuni casi la scelta è motivata dal bisogno di ridurre l’ansia legata alla paura di una nuova diagnosi. Anche questo aspetto va considerato, ma sempre all’interno di un percorso informato.
La senologia moderna è personalizzata
Oggi l’obiettivo non è “fare di più”, ma fare ciò che serve davvero. La chirurgia conservativa, quando oncologicamente sicura, offre risultati equivalenti in termini di sopravvivenza, con un minore impatto fisico ed emotivo.
Una scelta che va condivisa
Ogni decisione deve nascere da un confronto approfondito tra medico e paziente, basato su dati scientifici e non sulla paura.
Prenotazione visita
Vuoi valutare il percorso più adatto a te?
Prenota una visita senologica a Bari, Gioia del Colle, Martina Franca, Canosa o Corato per una valutazione personalizzata.


